Meteo. Ghiaccio marino artico, la situazione a metà luglio

Sono da poco usciti i dati relativi all'estensione del ghiaccio marino artico aggiornati al 15 luglio dal National Snow and Ice Data Center (NSIDC). Si tratta del mese più caldo dell'anno per la regione artica, quello in cui la fusione raggiunge il picco e quest'anno l'estensione sta diminuendo ad un ritmo superiore alle media trentennale 19914/2020, collocandosi al settimo posto più basso. Il 15 luglio l'estensione del pack artico era pari a 8,16 milioni di chilometri quadrati, con un tasso di perdita dal 1° luglio di 121000 chilometri quadrati al giorno, rispetto al valore medio di 89000.

Le maggiori perdite di ghiaccio marino si sono avute lungo la costa eurasiatica, in particolare sui mari di Barents e Laptev settentrionali. Basse concentrazioni di ghiaccio si hanno a nord dell'Alaska e nel Mare della Siberia orientale, intervallate da aree di ghiaccio più compatto, in particolare a sud e a est dell'Isola di Wrangel. Maggiori concentrazioni di ghiaccio si hanno invece nella baia di Hudson occidentale.

La temperatura dell'aria alla quota di circa 750m è stata da 2 a 6°C superiore alle media del trentennio 1991/2020 sul Mare di Laptev, dove le perdite di ghiaccio sono state molto consistenti. Valori da 2 a 4°C inferiori alla media sono state registrate sul Mare della Siberia orientale, sul Mare di Beaufort e sull'Arcipelago artico canadese occidentale.