Martedì, 30 Luglio 2024
Economia

Turismo, stagione "stagnante" dice il report della Cna e per Ferragosto poco ottimismo: "sei politico" alle istituzioni

Né ottimismo né pessimismo, ma una situazione ferma quella che a fine luglio si registra su tutto il territorio regionale. per il 37% decisamente positiva; per il 30% negativa, senza infamia e senza lode per il 26%. A istituzioni locali e Regioni si chiede più coinvolgimento

“Stagnante” il turismo in Abruzzo: per la Cna serve una svolta. A pochi giorni dalla fine di luglio la sezione abruzzese della confederazione presenta il suo studio condotto su un centinaio di esercizi commerciali e cioè hotel, b&b, agriturismi, campeggi, accompagnatori e guide. Un campione rappresentativo delle tipologie delle strutture presenti su tutto il territorio (costa, colline, mare, montagne e borghi) e anche del profilo gestionale perché si tratta di realtà a gestione familiare e di strutture con un numero importane di dipendenti.

In vista del Ferragosto ci sono speranze per un lieve incremento, ma i numeri registrati sin qui sulle prenotazioni effettive “non lasciano spazio a eccessivo ottimismo”, spiega la Cna che sottolinea come siano quattro i fattori a pesare sulla situazione: condizioni economiche generali; attività di promozione messe in campo; qualità delle infrastrutture; calendario degli eventi.

Quanto al giudizio sul supporto fornito dalle istituzioni locali, prevale una sorta di “sei politico”, e questo a fronte di una dichiarata disponibilità a essere maggiormente coinvolti nelle attività di promozione della Regione, cui si chiede di incrementare la promozione sui mercati esteri, accrescere collegamenti strategici, sviluppare la formazione degli operatori e le competenze, mettere in campo piattaforme di prenotazione alternative ai grandi colossi.

In vista del Ferragosto nessuna impennata né di ottimismo né di pessimismo

Insomma, nel momento in cui la stagione estiva volge verso il suo momento-clou, il Ferragosto, il barometro dell'umore degli operatori segnala stagnazione, senza particolari impennate di ottimismo o pessimismo. Non a caso, a caratterizzare un po' tutte le risposte del sondaggio, è la segnalazione di una condizione "neutra", senza particolari cadute o impennate. E ciò vale innanzitutto sulla valutazione della stagione in corso: per il 37% decisamente positiva; per il 30% negativa, senza infamia e senza lode per il 26%.

Valore, quest’ultimo, che s’impenna al 46% quando si passa alle aspettative per il prossimo anno, con solo il 26% che parla di previsioni migliorative, con una percezione decisamente più negativa quando si passa a esaminare la differenza tra aspettative e realtà: in questo caso, trend migliorativo per il 12,3% del campione, in leggero calo per il 28,8%, stabile per il 39,7%.

Più complesso il quadro su ciò che influenza, sempre secondo gli intervistati, l'andamento delle presenze nella propria zona. Così, se per il 61,3% a determinare nel bene e nel male i flussi è la promozione turistica regionale, per una quota leggermente inferiore (60,3%) le ragioni sono da ricercare soprattutto nella situazione economica generale. Mentre spazio minore, in ordine di grandezza, va alla capacità di attrazione degli eventi locali (32,9%), alla qualità delle infrastrutture (31,5%), alle condizioni climatiche (30,1%).

Le imprese chiedono più coinvolgimento alla Regione

Tornando al rapporto con le istituzioni se addirittura il 79,6% si dichiara pronto e interessato a partecipare a nuove iniziative promozionali della Regione, il giudizio diventa assai più critico quando si passa a una valutazione del rapporto con i propri interlocutori diretti. Perché se è solo il 9,6% del campione a dirsi soddisfatto del supporto ricevuto dalle istituzioni locali, la valutazione si triplica (31,5) per quanti giudicano negativo tale apporto, con anche in questo caso una larga maggioranza (37%) che lo ritiene indifferente ai propri destini.

“Dal campione di operatori che abbiamo ascoltato in questa nostra indagine – commenta il responsabile regionale di Cna Turismo Abruzzo, Gabriele Marchese – traiamo soprattutto l’indicazione sul metodo da seguire. Indicazione che vale per le associazioni d’impresa come per le istituzioni: bisogna condividere i percorsi che s’intendono seguire con i veri protagonisti, gli imprenditori. E questo per quel che riguarda le scelte strategiche, lo sviluppo sui mercati esteri, gli investimenti promozionali, lo sviluppo di marchi e nuovi prodotti”.

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