Martedì, 30 Luglio 2024
Economia

Prelevati 2,1 milioni di euro ai consorziati, il comitato Bonifica Sostenibile presenta un esposto alla Corte dei Conti

Per l'ultima udienza del Tar sul ricorso presentato da 15 aziende agricole per il ricalcolo della contribuenza 2021-2022-2023 del consorzio Bonifica Centro, i bilanci sono in ordine. Per il comitato Bonifica Sostenibile, però, gli stessi bilanci "attestano delle incongruenze. Nessun riscontro in seguito all'esposto".

Il 19 luglio si è tenuta l’ultima udienza dinanzi il Tar Pescara sui ricorsi presentati da 15 aziende agricole per l’annullamento e il ricalcolo della contribuenza 2021-2022-2023 del consorzio Bonifica Centro.

Udienza particolarmente sentita, viene specificato in una nota del comitato Bonifica Sostenibile, dove il Consorzio ha mantenuto il punto sulla correttezza e la regolarità dei dati di bilancio, «ma proprio quei bilanci, secondo i ricorrenti, attestano come in tre anni ai consorziati sono stati prelevati ben 2,1 milioni di euro in eccesso sul costo dell’energia elettrica».

Altro dato emerso dall’esame dei bilanci dell’ente ed evidenziato dai ricorrenti è la mancanza tra le voci delle entrate del 2021 della somma di 3,1 milioni di euro, un risarcimento ottenuto dal Consorzio per la nota vicenda a rilevanza penale che aveva coinvolto nel 2016 persone legate alla allora società di depurazione, la Depuracque. «Questi proventi che il Consorzio ha percepito ma di cui non vi è traccia nei bilanci», si legge ancora nella nota, «sono stati utilizzati per l’acquisto della stessa azienda che quei danni aveva procurato, azienda oggi gestita dalla società mista pubblico privato “Centro Depurazione”, con l’aggravante che i soli costi di questa acquisizione, per circa 1,5 milioni di euro, sono rimasti nel bilancio del consorzio e hanno gravato sulla contribuenza a carico dei consorziati».

Di questi fatti, viene spiegato nella nota, il comitato Bonifica Sostenibile ha formalizzato un esposto alla Corte dei Conti e chiesto alla nuova governance del Consorzio di approfondirne tutti gli aspetti, «ma ad oggi non ci sono stati riscontri concreti, al di là dell’istituzione di una Commissione consultiva permanente a supporto della struttura consortile del settore ambientale, formata da consiglieri e delegati delle organizzazioni professionali».

«La sentenza del Tar appare un passaggio tecnico importante, ma non decisivo di fronte ad un quadro in cui da un lato ci sono migliaia di consorziati che hanno preso piena coscienza dei propri diritti, dall’altro un consiglio di amministrazione, ormai in carica da sei mesi, che sembra delegare all’organo giudiziario la risoluzione di problemi che traggono invece la loro origine da fatti di un passato che oggi sembra ripresentarsi con le stesse criticità che hanno concausato i forti aumenti contributivi che i consorziati contrastano ormai da anni», conclude la nota.

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