Redazione 3BMeteo
10 luglio 2024
ore 15:00
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il cloud seeding è davvero efficace?
il cloud seeding è davvero efficace?

ll cloud seeding è una tecnica per aumentare la precipitazione (pioggia o neve) introducendo sostanze chimiche nelle nubi. Una volta che vengono identificate le nubi adatte con sufficiente umidità, vengono introdotti degli agenti chimici attraverso aerei o razzi. I più comuni sono lo ioduro d'argento, il sale (cloruro di sodio) e il ghiaccio secco (anidride carbonica solida). Gli agenti chimici fungono da nuclei di condensazione (nel caso dello ioduro d'argento) o favoriscono la crescita dei cristalli di ghiaccio (nel caso del ghiaccio secco). Questi nuclei permettono alle gocce d'acqua nelle nubi di aggregarsi attorno a loro, formando gocce più grandi che, una volta raggiunta una certa dimensione, cadono come precipitazione. Le gocce d'acqua o i cristalli di ghiaccio diventano abbastanza grandi da superare la resistenza dell'aria e cadere al suolo come pioggia, neve o grandine. Lo scopo è quello di aumentare le  precipitazioni in particolare per aumentare la disponibilità di acqua in aree aride o durante periodi di siccità.

L'efficacia del cloud seeding è ancora oggetto di dibattito nella comunità scientifica. Alcune ricerche suggeriscono che il cloud seeding possa aumentare le precipitazioni fino al 10-15% in determinate condizioni, altre non mostrano un aumento significativo delle precipitazioni o riportano risultati inconcludenti. C'è da dire che la variabilità naturale delle precipitazioni rende difficile isolare l'effetto del cloud seeding dagli altri fattori meteorologici. In altre parole, potrebbe essere complicato stabilire se un aumento delle precipitazioni sia dovuto al cloud seeding o ad altri fenomeni natura. L'efficacia del cloud seeding dipende molto dalle condizioni meteorologiche. Funziona meglio in nubi che già contengono una certa quantità di umidità.  Se non ci sono nubi o se le nubi sono troppo secche, non ci sono abbastanza particelle d'acqua da aggregare attorno agli agenti chimici introdotti, rendendo il cloud seeding inefficace. Questa tecnica è ancora in fase di sperimentazione e richiederà ancora molte analisi prima di raggiungere a dei risultati chiari che mostrano l'efficacia al 100%


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